L’educazione terapeutica è un approccio che, partendo dalle esigenze e risorse del paziente, si propone di aiutarlo a capire la sua malattia e a renderlo protagonista del suo percorso di cura.

Spesso, l’educazione si basa su informazioni prevalentemente intellettuali senza prendere in considerazione le esperienze del paziente, le sue domande, le paure, le aspettative e le sue emozioni.Una persona apprende nuovi saperi partendo da quello che già sa.Le conoscenze pregresse, da un lato servono come quadro interpretativo per comprendere e dare un senso alle nuove informazioni, dall’altro rischiano di essere vere e proprie trappole che ostacolano l’apprendimento.Apprendere non è semplicemente aggiungere delle nuove informazioni, ma integrarle con quelle preesistenti, per far questo l’individuo deve trovare le nuove informazioni utili, efficaci, interessanti, e deve, inoltre, poterle utilizzare nel vivere quotidiano.

L’educazione terapeutica nasce con la finalità di aiutare il paziente a conoscere la sua malattia, aumentare la capacità di autogestire la cura e prevenire le complicanze attraverso una padronanza degli eventi.

Nel nostro centro, da diversi anni vengono proposti interventi di educazione terapeutica, in pazienti obesi o con Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED, Binge Eating Disorder), lavorando sui livelli cognitivi, metacognitivi, emotivi e percettivi.

Per modificare comportamenti disfunzionali non è sufficiente fornire nuove informazioni, ma è necessario conoscere le cosiddette teorie ingenue dei pazienti, le soluzioni tentate, ciò che rende difficile un cambiamento. È importante quindi saper ascoltare i pazienti, senza giudicare, senza dare un’immediata soluzione, ma permettendo loro di descrivere le proprie sensazioni.

Il conduttore di un gruppo di educazione terapeutica non deve assumere il ruolo dello specialista che impartisce una lezione ai suoi discepoli, ma ricordarsi che i partecipanti hanno delle proprie conoscenze, idee, vissuti. Dovrà quindi aiutare i pazienti a riflettere sulle loro precedenti esperienze, sugli sforzi effettuati per controllare il cibo e sui risultati di questi sforzi, comprendere le loro preoccupazioni, i loro stati d’animo, ciò che vogliono e cosa fanno per ottenerlo.I pazienti con problemi alimentari hanno dei pensieri su se stessi molto negativi e critici, con idee errate e non realistiche legate al peso, al cibo e alla dieta. È importante aiutarli a comprendere chiaramente le emozioni che provano rispetto alle esperienze vissute e i pensieri che hanno in rapporto ad eventi della propria vita. Prestare attenzione è il primo passo per vivere consapevolmente le proprie sensazioni interne.

Il percorso di educazione terapeutica si articola inizialmente in più incontri, in genere nell’arco di tempo di 3/4 mesi, cui seguono a distanza altri incontri con lo scopo di rinforzare l’apprendimento.

La procedura precede, accompagna e segue tutti gli altri interventi terapeutici: farmacologici, chirurgici o dietologici/nutrizionali.